La città – un infinito limitato

Marcella Schmidt di Friedberg

Resumen


“La città: un infinito limitato. Un labirinto dove non ci si perde mai” (Kobo Abe, 1967): all’interno di un più ampio progetto di ricerca dedicato al “perdersi” in diversi contesti, si esamina il disorientamento nella pantopolis del futuro: La città contemporanea diventa il luogo letterario del vagabondaggio senza meta e il labirinto una metafora dello spaesamento urbano. Nel 2007 la popolazione mondiale urbana ha superato quella rurale. La città dell’urban sprawl e delle baraccopoli sconfinate non corrisponde più a un organismo, a un progetto, ma si presenta come una rete infinita di relazioni virtuali, senza un centro, senza una mappa e senza coordinate. Come ci si perde nella “città diffusa”? La città globale nasconde una realtà complessa e mobile, un mosaico di spazi differenti e frammentati ove è ancor possibile perdersi tra migliaia di sentieri, percorsi da cittadini multiculturali, stranieri ma allo stesso tempo attori e produttori dello spazio che li circonda.

Texto completo:

HTML (Italiano)


Copyright (c)

RCUB revistesub@ub.edu Avís Legal RCUB Universitat de Barcelona