Il territorio attraverso le carte geografiche: un modello didattico per la scuola di base

Lina M. Calandra

Resumen


La carta può avere una sua autonoma valenza conoscitiva e, dunque, anche educativa nella scuola di base? Le argomentazione per una risposta in senso negativo sono ormai note. Più difficile, invece, è tentare di illustrare come e perché, in un processo di apprendimento, la carta geografica possa rappresentare qualcosa di più di un semplice strumento di supporto alla didattica per la localizzazione e la visualizzazione dei luoghi e dei fenomeni studiati. Una possibilità in tale direzione è offerta dall’approccio alla cartografia come espressione del controllo cognitivo e simbolico (denominazione) della realtà da parte dell’uomo. In effetti, a partire dall’idea che la carta costituisce una estensione del processo di denominazione, è possibile ipotizzare che la carta sia in grado di produrre funzioni verbali e nominali e, grazie a queste, di produrre proposizioni capaci di specificare a più livelli i luoghi cartografati. Per comprendere come la carta produce proposizioni, bisognerà esplicitare come sul documento cartografico si manifestano i nomi (soggetto e predicato) e come agisce il verbo.

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